Il ritorno del Superbonus con la proposta di legge 969 riguardante agevolazioni per riqualificazione energetica, antisismica e impianti

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La proposta di legge della Lega è approdata alla commissione Finanze della Camera dei Deputati il 9 marzo 2023, ma già fa discutere e immaginare scenari futuri.

Mentre si discute e si cercano ancora delle soluzioni al problema dei crediti fiscali rimasti incagliati (4,4 miliardi di euro relativi al Superbonus e quasi 2,5 miliardi di euro connessi ad altri bonus edilizi), problema su cui di recente la Sottosegretaria MEF Lucia Albano non ha dato segnali confortanti (ha spiegato che la piattaforma Enel X è uno strumento che la Società ha realizzato e gestirà secondo proprie logiche commerciali e che "lo Stato non ha intrapreso nessuna iniziativa"), si parla già della nuova proposta di legge che potrebbe di nuovo rivoluzionare il fantastico mondo dei bonus edilizi.

Vediamo cosa prevede la nuova proposta di legge della Lega sul Superbonus

La proposta di legge della Lega presentata alla Camera dei Deputati per il riordino delle agevolazioni fiscali per gli edifici cerca di perseguire la direttiva europea EPBD4 "Case Green", ma con orizzonti temporali più lunghi.

Prevede: 

- un credito fiscale del 60% per lavori di efficientamento energetico e antisismico finalizzati a raggiungere almeno la classe di prestazione energetica E entro il 2035 e la classe D entro il 2040. Previsto per le spese sostenute dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2035. Fino a un massimo di 100.000 euro da ripartire in dieci quote annuali di pari importo.

- il bonus sale al 100% se si verificano contemporaneamente i seguenti requisiti:

  • interventi che riguardano l’abitazione principale del contribuente;
  • reddito di riferimento non superiore a 15.000 euro annui;
  • gli interventi dovranno riguardare edifici in classe G con obbligo di raggiungere la classe E entro il 2035.

Rispettando tutti questi ultimi requisiti si potrebbe optare per lo sconto in fattura o la cessione del credito anziché utilizzare direttamente la detrazione fiscale nella dichiarazione dei redditi.

Inoltre, sarebbe anche prevista la possibilità per banche e intermediari finanziari di finanziare i contribuenti incapienti per il pagamento delle forniture mediante i crediti ricevuti in garanzia. Tuttavia, banche e intermediari non potrebbero cedere a terzi il credito eventualmente ricevuto da committente o appaltatore.

Infine, i soggetti che si trovano nelle condizioni reddituali di cui all’articolo 119, commi 8-bis e 8-bis.1, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, cioè coloro con reddito di riferimento non superiore a 15.000 euro, potrebbero ricevere un contributo per eseguire i lavori erogato dall’Agenzia delle Entrate attraverso un Fondo statale con una dotazione di 20 milioni di euro annui a decorrere dal 2023.